Questione energetica in Lombardia: centrali, elaborazioni, risparmio energetico e situazione nelle Province lombarde.
Piccolo glossario di sigle e termini che ricorrono nei testi di materia urbanistica. Contiene 13 acronimi e 136 voci.
Le Linee Guida, i commenti, i seminari, il Progetto di legge, i documenti dei Verdi.
Idee per il "governo della mobilità". I progetti "sbagliati": Bre.Be.Mi . , Collegamento Magenta-Abbiategrasso-Tang. Ovest ; Cremona-Mantova ; Malpensa ; Pedemontana ; Tangenziale Est Esterna ; Ti.Bre .
La riforma della legge quadro e la normativa di riferimento: Legge 394-1991 Legge quadro nazionale sulle aree protette l.r. 86-1983 Legge quadro regionale sulle aree protette l.r. 16-2007 Testo unico sulle leggi istitutive in materia di aree protette
Il centrodestra a Milano e in Regione sembrano ormai i migliori alleati del partito delle discariche e degli inceneritori. Nel capoluogo lombardo la raccolta differenziata arretra, in provincia e in regione mancano gli impianti di riciclaggio e compostaggio mentre riprendono i traffici di rifiuti. A Milano il centrodestra ha lasciato mano libera alla gestione miope e insufficiente da parte di Amsa del problema dei rifiuti. Il risultato è che oggi, mentre nei comuni della provincia la raccolta differenziata sta molto sopra il 40%, nel capoluogo lombardo è arretrata clamorosamente fino a scendere al 27%. E questo dopo la positiva stagione che, con Walter Ganapini assessore a Milano, ha permesso al capoluogo di uscire dall’emergenza. Anche in Regione il Centrodestra, che ormai sembra sempre più al fianco del partito delle discariche e degli inceneritori, vuole affossare la riforma varata dal Centrosinistra al Pirellone all’inizio degli anni ‘90 con Carlo Monguzzi assessore all’Ambiente, riforma consolidata in seguito dal decreto voluto dal ministro Verde Edo Ronchi. La prospettiva non è molto incoraggiante: mancano ancora impianti di riciclaggio e compostaggio, mentre continua l’esportazione di rifiuti fuori dagli ambiti provinciali e addirittura regionali, con il rischio che ecofurbi o, peggio, ecomafiosi, si insinuino nel ciclo mettendo a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini.
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