All’inizio sono gli anni di tangentopoli, durante i quali i Verdi, anche dai banchi del consiglio regionale, denunciano il malaffare, soprattutto quello che lucra a danno dell’ambiente e della salute di cittadini. Anni in cui il lavoro dei Verdi riesce a ottenere importanti risultati: dall’innovativa legge sui rifiuti, che in seguito ispirerà la normativa nazionale (che prenderà il nome dell’ex ministro dell’Ambiente Verde Edo Ronchi) alle cause intentate e vinte contro gli inquinatori. Dal piano di risanamento dell’aria e dall’istituzione del Bollino blu fino all’elaborazione delle Linee guida del piano energetico regionale, purtroppo ancora oggi chiuso nei cassetti del Pirellone. Anni di governo, all’inizio dell’ultimo decennio del “secolo breve”, e anni di opposizione. Come quelli più recenti, durante i quali non sono mancate comunque proposte e iniziative istituzionali per promuovere nella nostra regione lo sviluppo sostenibile, una moderna gestione dei rifiuti e il miglioramento della qualità dell’aria. E per contrastare i progetti del centrodestra, soprattutto quelli a più alto impatto ambientale di cui la nuova direttissima Milano Brescia e la nuova Tangenziale est esterna rappresentano solo la punta dell’iceberg.
1990, l’ingresso nel Palazzo
E’ il 1990 quando Francesco Rutelli ed Edo Ronchi chiedono a Carlo Monguzzi di guidare la lista dei Verdi Arcobaleno in regione. La formazione politica era nata poco tempo prima ed era frutto dell’unione tra radicali, demoproletari ed esponenti provenienti da Legambiente. “Ricordo con molto affetto – dice oggi Monguzzi, capogruppo dei Verdi in regione – Emilio Molinari, consigliere uscente di Dp, che con un atto di totale nobiltà accettò di fare il secondo in lista”. “Dopo poco nei palazzi della politica deflagrò tangentopoli”, racconta ancora Monguzzi. “Soprattutto noi Verdi ci impegnammo nel denunciare il malaffare, molto attivo anche nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Su mia richiesta tutta l’opposizione votò l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti”.
1993, Monguzzi assessore nella giunta rosa - verde
Contrariamente a quanto molti pensavano, le inchieste del pool di Milano non si fermarono. Proseguirono e arrivarono i primi arresti che coinvolsero anche diversi esponenti della maggioranza in consiglio regionale. In questo clima, molto teso, nacque la giunta rosa – verde guidata dalla diessina Fiorella Ghilardotti. I Verdi entrarono in maggioranza: a Fiorello Cortina, oggi senatore, toccò il difficile e complicato compito di occuparsi di territorio, parchi e trasporti. A Monguzzi invece toccò l’assessorato all’Ambiente nelle delicata fase dell’emergenza rifiuti. Tra le primissime iniziative di Monguzzi la revoca alla Progesam (Gruppo Waste Management) dell’autorizzazione a creare una mega discarica a Buscate, contro la quale si era mobilitato per tre anni un intero paese. Vicenda recentemente culminata con il voto del consiglio regionale che, su proposta dello stesso Monguzzi, ha inserito il territorio comunale del comune milanese nel parco del Ticino. Sempre a proposito di parchi, va ricordato il lavoro realizzato dal gruppo per contrastare il depotenziamento del sistema delle aree protette lombarde, recentemente messe in difficoltà dalla mancanza di strumenti e finanziamenti. Sempre alta la guardia, poi, per impedire, insieme alle associazioni ambientaliste (Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Associazione Parco Sud Milano), che sul parco agricolo sud Milano si sfoghino gli appetiti immobiliari.
Rifiuti: uscire dall’emergenza e mettere in moto la raccolta differenziata
Sui rifiuti la partita più impegnativa fu l’uscita dall’emergenza e la messa a punto della legge 21 nella quale centrali diventavano la pianificazione e la sostituzione rapida e progressiva delle discariche e degli inceneritori, fino ad allora unico sistema di smaltimento, attraverso la raccolta differenziata. La legge fu approvata nel 1993 grazie anche al lavoro di Walter Ganapini, Sonia Cantoni e molti altri. Una legge che ispirò in seguito la normativa nazionale, il decreto Ronchi approvato nel 1997. E’ anche merito della legge lombarda promossa dai Verdi se oggi la Lombardia è al 35% di raccolta differenziata con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto dalla legge nazionale. “Sui rifiuti – dice ancora Monguzzi – uno degli aspetti più delicati fu anche estromettere dal settore tutti quei soggetti che oggi chiamiamo ecofurbi: su tutti Andrea Rossi, lo pseudo inventore di Caponago che diceva di poter ricavare petrolio dai rifiuti industriali. In realtà Rossi stoccava abusivamente scarti industriali tossici con la compiacenza di molte aziende. Diverse società in seguito furono coinvolte in procedimenti giudiziari ma alla fine se la sono cavata con risarcimenti di modesta entità”.
Da assessore, Monguzzi dovette misurarsi anche con la problematica questione delle bonifiche di siti contaminati. Grazie al lavoro di Edoardo Bai, dirigente del servizio grandi rischi presso l’assessorato all’Ambiente, la regione impose la bonifica dei siti contaminati dalla Sisas di Pioltello, dall’Acna di Cesano Maderno e dalla Montedison di Mantova. In seguito contro le aziende fu intentata una causa per il risarcimento dei danni ambientali. “Contro la Sisas riuscimmo a vincere, recuperando 100 miliardi di vecchie lire. Con l’Acna e con Montedison i procedimenti sono ancora in corso”.
Migliorare la qualità dell’aria e far decollare le rinnovabili
I temi che richiedevano lavoro e impegno erano diversi. Sulla qualità dell’aria fu elaborato il Piano di risanamento regionale, affossato in seguito dalla maggioranza di centrodestra. “Vorrei ricordare poi gli interventi che promuovemmo per migliorare la qualità dei carburanti e per i controlli dei gas di scarico nelle aree a rischio. Il Bollino blu fu un’innovazione positiva che per anni dovette però subire il boicottaggio di numerose amministrazioni comunali. Oggi però molti si sono ricreduti e l’esempio di Milano, che recentemente ha rispolverato la misura, ne è una dimostrazione evidente”. La fase delicata fu l’emergenza smog dell’inverno ’93 – ’94. “In base alla delibera regionale da noi perfezionata per tutelare più decisamente la salute dei cittadini - ricorda Monguzzi - abbiamo decretato il blocco totale della circolazione in un giorno feriale nel gennaio del 1994 e per 4 giorni consecutivi a febbraio”. Legato a filo doppio con la qualità dell’aria, fu anche il lavoro condotto da Giorgio Shultze e dall’allora deputato dei Verdi Gianni Mattioli. Lavoro che portò all’elaborazione e alla redazione delle prime linee guida del piano energetico regionale per promuovere il risparmio energetico negli impianti civili e industriali e per introdurre progressivamente le fonti rinnovabili.
Fu poi grazie al lavoro di Ennio Rota che i Verdi in regione riuscirono ad aprire al pubblico gli archivi riservati di Seveso e a scoprire la qualità e la quantità reale della sostanza killer fuoriuscita dal reattore dell’Icmesa nel 1976.
Continuare a proporre progetti per lo sviluppo sostenibile. Anche dall’opposizione.
A metà degli anni Novanta i Verdi si unificarono e si presentarono alle elezioni del 1995 per il rinnovo del Consiglio regionale insieme ai Democratici di Nando Dalla Chiesa: furono eletti Monguzzi e Chicco Crippa, attualmente responsabile organizzativo dell’Ulivo lombardo. “Anche in quegli anni, grazie anche al lavoro di Gigi Vecchi, di Rita Zuccolin, presenti al gruppo fin dalla sua nascita, riuscimmo ad avanzare e a far votare leggi importanti, come quella sull’inquinamento luminoso e per un uso razionale dell’energia. Certo, contro una maggioranza blindata come quella del centrodestra è difficile far passare progetti strutturati come quello sul trasporto pubblico locale che abbiamo recentemente presentato, e che prevede di alimentare un fondo regionale per i trasporti pubblici da alimentare con parte dei fondi generati dall’accise regionale sulla benzina e dalla tassa di circolazione. L’importante però è continuare, anche dall’opposizione, a studiare e progettare interventi che favoriscano nella nostra regione lo sviluppo sostenibile”.
Nel 2000, in occasione delle ultime elezioni regionali, i Verdi decisero di far parte della lista unica “Centrosinistra con Martinazzoli”: Monguzzi, numero due nel “listone”, fu rieletto nel collegio di Milano e provincia con un alto numero di preferenze, risultando il primo nella città di Milano. La storia continua.